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French79 ormai tra i pilastri dell’elettronica

Come Jean-Michel Jarre, diversamente dagli Air e quasi come i Daft Punk, il marsigliese Simon Henner, noto come French 79, è un vero maestro del synth e un formidabile autore di brani che rimangono incollati in testa come melodie senza tempo. E crede nei “suoni ripetitivi, sintetici e psichedelici” che gli hanno permesso di “evadere, di costruire” e trovare se stesso. Simon ha cercato di inserirsi nello stesso stato psichico in cui si trovava da adolescente. Tutto questo sarà riproposto durante il concerto italiano del 30 novembre, inizialmente previsto a Milano, Santeria Toscana 31, si sposta ai Magazzini Generali.

Come è nato il tuo ultimo progetto discografico?

È nato dopo il periodo covid in cui non sono riuscito a fare nulla”.

Da dove viene la vocazione? Insomma, si nasce o si diventa artisti?

Ho studiato musica quando ero piccolo. Mia madre era una musicista ma io sono il primo della famiglia a guadagnarsi da vivere con questo mestiere”.

Il duro lavoro ripaga sempre?

Non sempre, ma senza lavoro non si arriva da nessuna parte”.

Dove finisce la musica e iniziano gli affari?

L’unica cosa che faccio è trovare le persone giuste intorno a me che facciano affari per me”.

Quanto è importante il consenso e perché lo è nell’era dei social media?

Il consenso occupa sempre più spazio, il gioco oggi è evitarlo il più possibile”.

Dove inizia l’ego e quando finisce lo sfruttamento dell’arte?

Lo sfruttamento dell’arte è un ciclo perpetuo. L’ego serve solo a regolare la velocità di questo ciclo”.

Come sopravvivere in questo periodo di sovrappopolazione nell’intrattenimento?

Specializzandosi”.

Come e quanto dovremmo ascoltare i giudizi degli altri senza condizionare la nostra creatività?

Analizzare il giudizio degli altri è solo un’informazione tra tante altre”

Come e dove dovrebbe svolgersi la formazione di un artista?

Nella sua mente, attraverso le sue orecchie”.

Se sono un artista, come faccio a scegliere il produttore giusto per me?

Attraverso un incontro umano e non un incontro tecnico”.

Quanto è importante il dettaglio nella musica?

Sono quelli che fanno la differenza”.

Quanto è importante il lavoro di squadra?

All’inizio nessuno, poi sempre più importante”.

Come pensi che possa evolversi il settore della produzione musicale in relazione all’arrivo delle nuove tecnologie?

La musica si è evoluta con la tecnologia per diverse centinaia di anni. Deve continuare a farlo”.

https://french79music.com/

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