Quando un veterano della techno italiana incontra una producer che ha fatto del sostegno alla comunità LGBTQ+ un tratto riconoscibile del proprio lavoro, la curiosità scatta prima ancora di premere play. Succede con “MOFU BASS”, il singolo che mette insieme Luca Antolini e Consuelo Altea, in uscita per Milleville Records. Gli asterischi nel titolo strizzano l’occhio a un’espressione colorita che la grafia censura a metà, trucco vecchio quanto i dischi da club e utile a farsi notare negli elenchi dei negozi digitali. Il resto dichiara subito le intenzioni: al centro c’è una linea di basso massiccia, indicata dal comunicato come motore dell’intera traccia e come arma per tenere compatta la pista. Linguaggio da ufficio stampa, certo, ma la promessa è precisa e si verifica in fretta, meglio se davanti a un impianto serio.
Antolini porta con sé una lunga militanza nella scena di casa nostra, mentre Altea, dj oltre che autrice di musica, si è costruita una reputazione che passa anche fuori dalla consolle. Il pezzo circola in due versioni scaricabili e compare anche su Spotify, un dettaglio che dice molto sul destinatario: chi lavora in cabina e cerca materiale pronto per il set, prima ancora dell’ascoltatore da divano. Il comunicato non spiega in cosa differiscano le due edizioni, e resta il dubbio se si tratti di un taglio da radio o di un’estensione pensata per il club. A scrivere ai colleghi è Rino, per conto dell’etichetta, con la solita richiesta di spazio nelle playlist. Resta il nodo di sempre. Un basso potente, da solo, non separa una release da cento altre, e le collaborazioni annunciate con entusiasmo si dimenticano in fretta, due weekend e via. Per capire se questa lascerà il segno bisognerà vedere se finirà nelle selezioni dei colleghi e nelle scalette dei programmi radiofonici a cui l’etichetta la sta proponendo. Un basso gonfio fa rumore al primo ascolto, la prova vera arriva alla decima volta che lo si rimette.



