MDLBEAST in un documentario

Solo pochi anni fa, fare musica in Arabia Saudita significava farlo nell’ombra, senza palchi, senza contratti, senza futuro. Artisti che costruivano comunità sottovoce, dj che suonavano per pochi intimi in spazi improvvisati, scene che respiravano nonostante tutto ma senza alcuna infrastruttura a sostenerle. Poi, nel 2019, qualcosa ha cambiato le regole del gioco. Il Regno si è aperto alla cultura, e quella apertura ha innescato una trasformazione che oggi è difficile anche solo da immaginare a ritroso. MDLBEAST, la principale società di intrattenimento del Medio Oriente, ha deciso di documentare tutto questo in un film che ripercorre la nascita e l’ascesa della scena musicale moderna saudita, raccontandola attraverso le voci di chi l’ha vissuta dall’interno. Il documentario è disponibile ora su YouTube e vale ogni minuto. Al centro della narrazione c’è Baloo, al secolo Ahmad Alammary, fondatore di MDLBEAST e suo Chief Creative Officer, una delle figure più rilevanti dell’elettronica underground saudita. Con lui compaiono DISH DASH, duo che ha portato il proprio suono su palchi internazionali di rilievo, e Vinyl Mode, uno dei nomi più pionieristici e rispettati dell’intera scena elettronica del Paese.

Insieme, questi protagonisti tracciano una mappa di come la musica abbia trovato spazio, voce e mercato in un contesto che sembrava volerla soffocare. Ma il vero simbolo di questa rivoluzione culturale ha un nome preciso: Soundstorm. Quello che sembrava un sogno irrealizzabile è diventato uno dei festival più grandi della regione, capace di portare talenti globali e regionali sullo stesso palco, aprendo porte a una nuova generazione di artisti che fino a poco prima non avevano nemmeno un posto dove suonare. Il documentario non è una semplice celebrazione aziendale, né una vetrina patinata. È un racconto di tensioni, passione e identità, di una scena che ha dovuto reinventarsi nel momento stesso in cui veniva finalmente riconosciuta. La domanda che rimane aperta, e che il film lascia sospesa in modo intelligente, è quanto questa apertura sia strutturale e quanto sia invece un equilibrio ancora fragile. Per chi segue la cultura club e l’evoluzione delle scene musicali emergenti, questo è un documento imprescindibile.