Testo: Si è chiusa la trentesima rassegna dell’Amsterdam Dance Event e gli organizzatori hanno già fissato il prossimo appuntamento: ADE 2027 andrà in scena dal 20 al 24 ottobre, da mercoledì a domenica, con la stessa formula di cinque giorni appena collaudata. Quasi 4.000 artisti in cartellone e oltre 300 location sparse in tutta la capitale olandese chiudono un cammino iniziato nel 1996 per iniziativa di Buma. Secondo gli organizzatori, l’impostazione multidisciplinare ha mostrato quanto l’elettronica sia ormai entrata nel tessuto dell’arte contemporanea, unendo sottoculture pioniere e istituzioni culturali. La kermesse ha messo insieme palchi storici come Gashouder, Paradiso, Melkweg, Ziggo Dome, Club RAUM, Shelter e Bajes e sedi fuori dai circuiti abituali, tra cui Centrale Markthal, ARTIS Aquarium, Wereldmuseum e Fabrique des Lumières. La serata inaugurale è andata in scena al Gashouder, dove “Swan Lake Remixed for ADE” ha registrato il tutto esaurito con il Dutch National Ballet e l’ISH Dance Collective, impegnati a fondere balletto classico e coreografia contemporanea.
Al Melkweg Kybba ha portato l’energia dancehall accanto alla Metropole Orkest, mentre al Centrale Markthal l’artista multidisciplinare Boris Acket ha presentato “EINDER” con il Koninklijk Concertgebouworkest, per poi proseguire nel corso della settimana con Elias Mazian, Djrum e la coreografa Kianí Del Valle. Il filo delle aperture è lo stesso: due orchestre e una compagnia di balletto messe a confronto con linguaggi nati nei club. Ospite d’onore è stato Jean-Michel Jarre, pioniere dell’elettronica francese, protagonista al Felix Meritis di un dialogo su intelligenza artificiale e suono spaziale e quindi di un live audiovisivo all’AFAS Live. Al Westergas il laboratorio si è diviso in due tracce, una gratuita chiamata ADE Lab Discovery e una accademica chiamata ADE Lab On Track, con l’obiettivo di far crescere la sostenibilità dal basso. In collaborazione con VibeLab è nato inoltre il primo Nighttime Culture Index, un’indagine sulla vitalità culturale notturna nel mondo che ha esaminato oltre 12.000 line-up, più di 3.000 locali e quasi 30.000 eventi, raccogliendo il parere di esperti e partecipanti.
Il rapporto è online su nighttimecultureindex.org. La Fondazione che organizza il tutto è un ente senza scopo di lucro e, secondo la sua presentazione, guida il più grande festival e conferenza per la musica elettronica a base club del pianeta, con sessioni professionali, arte, cultura, live e dj set distribuiti sull’intero territorio cittadino. Nel suo profilo ufficiale la Fondazione indica un’annata tipo da oltre 3.600 artisti, più di 1.300 appuntamenti e oltre 300 spazi, con la vocazione di stimolare sviluppo, innovazione e talenti. In trent’anni la rassegna ha costruito il quadro entro cui un genere nuovo è stato riconosciuto nel mondo come forma d’arte e come industria globale. Nei prossimi mesi saranno annunciati altri speciali e iniziative dedicati al trentennale.


